Le 3 domande che mi faccio prima di iniziare ogni progetto
Nel mio lavoro non si tratta solo di “fare una bella grafica”. Ogni progetto – che sia una brochure, un roll-up, un invito, una confezione o una comunicazione digitale – ha un obiettivo, un destinatario, un contesto.
Ecco perché, prima di cominciare a buttare giù idee, mi faccio sempre tre domande, per me fondamentali. Tre domande che sono semplici, ma decisive.
A chi devo comunicare?
Ā
Il pubblico non ĆØ āchiunqueā. Ć un medico che apre un pieghevole durante una fiera? Ć un responsabile marketing sotto pressione, che cerca un file chiaro da inoltrare al suo capo in due minuti? Ć una persona che riceve una busta elegante in ufficio?
Capire chi riceve il messaggio cambia completamente come lo si progetta, come lo si consegna, se andrĆ in stampa oppure no.
Cosa deve fare questa comunicazione?
Ā
Informare? Convincere? Rassicurare? Vendere?
Una grafica che deve attirare in un secondo ĆØ diversa da una che deve guidare nella lettura tecnica. Unāetichetta per un prodotto medicale non comunica come una grafica per una cena di gala.
Ci sono vincoli? Il vincolo può diventare un punto di forza?
Ā
Tempi stretti, budget limitati, supporti rigidi… Spesso i vincoli sembrano ostacoli insormontabili, ma io, attraverso lāesperienza accumulata, li vedo come sfide o come elementi di progettazione creativa: una palette ristretta può diventare elegante; una fustella economica può suggerire soluzioni grafiche pulite ed efficaci.
Queste tre domande sono il mio modo per ācentrare il bersaglioā senza sparare nel vuoto.
A volte me le faccio da solo, a volte insieme al cliente. Ma mai, mai inizio senza averle affrontate.
